PER I LAVORATORI DI TORINO: QUESTIONARIO SULLO SMARTWORKING

Il Questionario è rivolto ESCLUSIVAMENTE alle lavoratrici e lavoratori assunti sulla provincia di Torino (sedi di Torino,Orbassano e Ivrea).

Ti invitiamo a contattare i Rappresentanti Sindacali della Filcams-CGIL di Torino per ricevere il link che ti permetterà di accedere al questionario.
Puoi fare riferimento a:

Mario Adinolfi
Attieh Hassan



Accordo di Riservatezza: Richiesto un Incontro ad Altran

Nei giorni scorsi è stato proposto ai lavoratori un testo di “accordo di riservatezza” da sottoscrivere.
A tale riguardo le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno chiesto un incontro, da effettuare in videoconferenza, per poter chiarire meglio i termini dell’accordo proposto ai lavoratori e verificare alcuni punti del testo stesso che necessitano di un chiarimento.
Seguiranno aggiornamenti.

Aggiornamento sul Processo di Convergenza con Capgemini e Rinnovo Cassa Integrazione

L’azienda ci ha inviato la richiesta della proroga della cassa integrazione in deroga per le dodici settimane della legge 178/2020. La cassa partirà il giorno 11 gennaio, fino al 31 marzo. La cassa proseguirà con le indicazioni già determinate nei precedenti accordi sottoscritti (anticipazione, maturazione ratei, neutralizzazione periodi di cassa relativamente alla maturazione del premio di risultato) nei prossimi giorni vi invierò copia del verbale sottoscritto.

Il giorno 21 Dicembre in videoconferenza si è svolto un incontro con i vertici aziendali, rappresentati dal responsabile del personale Dott. Barillari, dalla Dott.ssa Tesio, assistiti dalla Confcommercio di Roma. La riunione  aveva  l’obiettivo  di  fornire  un  aggiornamento  sul  processo  di  convergenza  Altran-Capgemini.  L’azienda ci ha informati che da Gennaio si procederà con la riorganizzazione di alcuni ruoli chiave di Altran Italia: L’attuale Presidente Patrignani pur mantenendo la  carica,  non  avrà  più  un  ruolo  operativo  nel  nostro  paese. L’attuale    COO    Dott.    Dolfi    assumerà    il    ruolo    di    Managing    Director    della    GBL     Altran     Italia. L’attuale CFO Dott.ssa Pranzini assumerà un incarico su tutto il mercato europeo ad esclusione della Francia, a breve verrà ufficializzato il nome del nuovo sostituto.

Sono stati evidenziati anche i dati di ESOP, il programma di azionariato aziendale che Capgemini ha riproposto per il settimo anno. La risposta dei dipendenti ha evidenziato una domanda maggiore rispetto alle azioni disponibili. Attualmente il 16% dei dipendenti è azionista e detiene complessivamente il 6% delle azioni dell’azienda.

Abbiamo chiesto all’Azienda di approfondire come le “Funzioni di Supporto” (Staff) verranno riorganizzate in fase di integrazione con Capgemini. Tale richiesta è stata avanzata a fronte di quanto accaduto la scorsa settimana in sede di Comitato Aziendale Europeo durante il quale si sono chieste informazioni rispetto all’integrazione tra le due realtà di queste funzioni. La risposta è stata ancora interlocutoria e questa cosa, oltre a lasciare insoddisfatti, si scontra con un problema oggettivo che è la decadenza del comitato europeo di Altran. Un atteggiamento dilatorio delle questioni non è accettabile.

Le risposte del Dott. Barillari hanno confermato la posizione della direzione aziendale di Parigi per cui ad oggi non sono previsti programmi di alcun genere, ma le incognite e le preoccupazioni rimangono. Abbiamo inoltre chiesto di approfondire il tema dello Smart Working. L’azienda ha esposto il nuovo progetto con numeriche ed approcci diversi rispetto a quelli attuali. La nuova configurazione del “Flexible Work”, è una struttura in evoluzione, a causa del periodo di pandemia e perché si rende necessaria una integrazione completa tra le Altran e Capgemini. A tal proposito l’azienda ha confermato che l’attuale gestione dello Smart Working verrà prorogata fino al 31 gennaio 2021.

Allineamento sul processo di convergenza Altran-Capgemini e Proroga Cassa Integrazione

Il Giorno 26 Novembre, in videoconferenza si è svolto un incontro convocato da Altran . All’incontro erano presenti i vertici aziendali rappresentati dal responsabile del personale Dott. Barillari, dalla Dott.ssa Tesio e dal Dott. Ragone, assistiti dalla Confcommercio di Roma.

Le informazioni aziendali hanno riguardato in particolare:

– “Allineamento sul processo di convergenza Altran-Capgemini”
Ricorso alla cassa integrazione fino al 27 Dicembre (Clicca per leggere l’accordo)

L’azienda ci ha aggiornato sul processo di integrazione con Capgemini, che ricordiamo, nel mese di Marzo c.a. ha acquisito il 100% delle azioni di Altran. Nel corso dell’incontro sono state illustrate una serie di slide, dove si evidenziava la struttura organizzativa delle 2 società oggi e di come si struttureranno progressivamente da Gennaio 2021.

La struttura di Capgemini si basa sulle GBL (Global Business Line) e proprio in una di queste confluirà il 90% di Altran. In questi mesi le due aziende hanno lavorato per ottimizzare le offerte verso i clienti, inoltre l’organigramma è stato aggiornato su ruoli chiave al fine di gestire al meglio il processo di integrazione e trasformazione. Anche sul fronte “Formazione” dal 2021 verrà messa a disposizione una piattaforma con un ricco catalogo di contenuti e partnership che avranno l’obiettivo di permettere una crescita professionale di tutto il personale.

 In ultimo è stato presentato il “Regolamento anticorruzione” di Capgemini.

Il materiale presentato in fase di incontro, che era già stato oggetto di valutazione del Comitato Aziendale Europeo, è ancora sottoposto a “riservatezza” e quindi non divulgabile.
Abbiamo chiesto all’azienda quali saranno nell’immediato le ripercussioni nei confronti delle lavoratrici e lavoratori Altran, relativamente a organizzazione del lavoro, applicazione del contratto nazionale e quindi eventuale riorganizzazione e ottimizzazione delle sedi, in particolare nelle città dove la presenza di Altran e Capgemini in termini numerici è più importante.

La società, tramite il dott. Barillari ci ha confermato che da Gennaio gradualmente aumenteranno le interazioni con Capgemini, ma al momento non sono all’ordine del giorno né la modifica del CCNL, né la riorganizzazione delle sedi.
Aggiornamenti sul processo di integrazione saranno presentati al Comitato Aziendale Europeo entro fine anno, a seguire le informazioni saranno oggetto di nuovi incontri anche a carattere nazionale.

QUARANTENA FIDUCIARIA, LAVORATORI A RISCHIO E MALATI COVID-19

Il Dipartimento Mercato del Lavoro della Cgil Torino ha predisposto una scheda informativa su come comportarsi in caso di quarantena fiduciaria, lavoratori a rischio e malati di Covid-19.Nella parte evidenziata in giallo troverete le norme attualmente in vigore, valide fino al 31 dicembre 2020.

Il link per accedere alla scheda:

Assemblea Sindacale Lavoratori di Torino Giovedì 8 Ottobre

Giovedì 08/10/2020 dalle ore 16:30 alle ore 17:30

In Videoconferenza.

Assemblea Sindacale 8 Ottobre 2020
Collegamento ore 16:30
https://us04web.zoom.us/j/76533819616?pwd=M3NaQUFDUjZTdElHUVFoREVnZ3Nsdz09

Assemblea Sindacale 8 Ottobre 2020 Collegamento ore 17:10
https://us04web.zoom.us/j/78079433448?pwd=SFRDR2ZFSjlPeTl3a3lKd1hZdU5KQT09

ASSEMBLEA SINDACALE  RETRIBUITA

Con il seguente ordine del giorno:
– Nuova Rappresentanza Filcams-Cgil
– Varie ed eventuali

Altran: Proroga CIGO COVID 31.08.2020 – 04.10.2020

Nei giorni scorsi l’azienda ha comunicato l’intenzione di voler fruire di un nuovo periodo di cassa integrazione:

”  nel constatare la persistenza delle condizioni di criticità determinate dall’emergenza epidemiologica, siamo con la presente a confermare che l’Azienda ha inteso prorogare il ricorso all’ammortizzatore sociale per il periodo compreso tra il 31.08.2020 ed il 04.10.2020, ai sensi e per gli effetti dell’ art.1, comma 1 del D.L. 104/2020 ed alle medesime condizioni già convenute negli accordi siglati “

Abbiamo chiesto all’azienda un incontro che coinvolga anche gli RSA, per conoscere i dettagli della situazione aziendale nel rispetto della necessità di prorogare la Cassa Integrazione.

Comitato Aziendale Europeo di Altran: Il punto di vista del Segretario Gilles Pansu

Buongiorno Gilles, con questa intervista vorremmo che condividessi la tua esperienza e il tuo punto di vista di Segretario del Comitato Aziendale Europeo con i lavoratori italiani di Altran, conoscono il tuo nome ma non sanno molto altro.

Potresti presentarti e dirci qualcosa di te, da quanto tempo lavori in Altran e qual è il tuo ruolo in azienda e nel sindacato francese?

Ho lavorato da Altran per quasi 20 anni nella gestione di progetti internet tanto nel settore industriale (automobile) quanto nel settore universitario e culturale. Da quasi 15 anni, ho fatto parte di diversi comitati aziendali e ho assunto il ruolo di delegato sindacale per la CFDT da Altran. Nel 2016, rappresentanti sindacali del Belgio, della Francia (tramite il mio sindacato) e dell’Italia, hanno richiesto la creazione di un comitato aziendale europeo per rappresentare gli interessi dei lavoratori dei paesi europei che fanno capo al gruppo Altran. Mi sono lanciato in questa avventura con l’idea di condividere con colleghi di altri paesi le preoccupazioni comune ma anche le differenze che caratterizzano ogni paese.

Potresti raccontarci il tuo punto di vista sul Comitato Aziendale Europeo e se ci sono, quali potrebbero essere gli strumenti che offre per tutelare e garantire i diritti dei lavoratori?

Il CAE ha iniziato alla fine del 2018 dopo una negoziazione di quasi 3 anni per raggiungere l’accordo costitutivo del CAE con la direzione del gruppo. Il CAE ha il diritto di essere consultato sui progetti che coinvolgono al meno due paesi dove il gruppo è presente. La direttiva europea che regge i CAE da una voce ai rappresentanti dei lavoratori a livello europeo che possono dare un’opinione su decisioni che hanno un impatto sui posti di lavoro e condizioni lavorative, ma ci vogliono strumenti di monitoraggio della strategia e delle decisioni dell’impresa, un po sul modello della codeterminazione tedesca. Ma per questo servirebbe un’evoluzione del diritto del lavoro nei paesi che stanno più in dietro nel senso di coinvolgere i sindacati e comitati aziendali per raggiungere o andare oltre il sistema tedesco.

Stiamo vivendo una crisi mondiale, secondo te quale ruolo può avere il Comitato Aziendale Europeo sul fronte Covid-19 e per gestire le possibili conseguenze (sia di salute e sicurezza che economiche) sui lavoratori?

Per poter agire in questa situazione eccezionale del Covid-19, la difficoltà è di individuare decisioni al livello europeo che hanno un’impatto sui posti e condizioni di lavoro. Cominciamo a vedere conseguenze concrete della pandemia sui lavoratori in diversi paesi: nel settore aeronautico, in Germania sono in negoziazioni con i comitati aziendali piani di licenziamenti collettivi, in Francia i sindacati stanno negoziando le condizioni di trasferimento dei consulenti specializzati nell’aeronautica in una nuova struttura con lo scopo di limitare le perdite in questo settore sinistrato. Il CAE deve poter informare i lavoratori a livello europeo sulle opzioni scelte dal management locale per limitare le conseguenze della crisi sull’occupazione e sulle finanze di Altran in ogni paese. Il CAE attraverso i suoi rappresentanti può esprimere il suo giudizio sulle scelte fatte e ottenere un feedback dai lavoratori sulla rilevanza delle soluzioni proposte dalla direzione.

In Italia i lavoratori si chiedono cosa succederà il prossimo anno con l’acquisizione di Altran da parte di Capgemini.  Cosa ci puoi dire su questo tema e cosa può fare il CAE?

Il CAE ha richiesto l’apertura di un processo di informazione e consultazione per analizzare le conseguenze del piano d’integrazione di Altran in Capgemini con l’aiuto di un esperto. La prima fase che comincia adesso è l’analisi del contesto economico e sociale, la struttura e l’organizzazione del gruppo Capgemini. Poi a fine settembre il CAE sarà informato del modello di integrazione deciso dal CEO di Capgemini. Il comitato dovrà ottenere le risposte a tutte le domande relative all’applicazione di questo modello per potere dare la sua opinione.
Questo processo di consultazione continuerà con l’implementazione del modello in ogni paese e potrà richiedere di nuovo l’opinione del comitato.

Puoi fare un bilancio di questi primi anni del CAE e del tuo ruolo di Segretario?

Negoziare un’accordo per sistemare un comitato aziendale europeo è stato un’esperienza ricca, che ha permesso di iniziare i lavori del comitato in uno spirito di collaborazione per raggiungere consensi. In quanto segretario, ho imparato a svolgere un ruolo vario, quello di essere la voce del comitato di fronte alla direzione del gruppo, di essere a volte l’arbitro nei dibattiti tra i membri, di gestire la redazione, le traduzioni, la documentazione, l’agenda del comitato, i rapporti con l’esperto sindacale che ci consiglia, e con i colleghi del comitato aziendale a livello nazionale.
In poco più di un anno di esistenza, il CAE è stato consultato sulle conseguenze di un maggiore ciberattaco che ha colpito i sistemi informatici del gruppo, sul progetto di un offerta pubblica di Capgemini per acquisire Altran, contemporaneamente alle conseguenze della pandemia sul lavoro di centanie di consulenti del gruppo. Non ci aspettavamo che l’esistenza del CAE di Altran sarebbe ridotta, dovuto al fatto che l’anno prossimo verrà creato un nuovo CAE nell’ambito della nuova struttura. Ma posso dire che in due anni e mezzo, il comitato avrà dovuto gestire una serie di eventi eccezionali che non lasceranno molto respiro ai suoi membri!

Un ultima domanda, quale pensiero ti viene in mente per legare queste parole:  LAVORO, EUROPA, SINDACATO ?

L’Europa rimane ancora una nozione lontana dalle preoccupazioni di molti lavoratori e anche nei rappresentanti sindacali. Anche se ci sono direttive europee che proteggono i lavoratori europei in alcuni settori, non c’è il sentimento diffuso nella popolazione che la tutela dei diritti viene sviluppata a livello europeo, mentre sappiamo tutti che nel mondo globalizzato che viviamo, un paese solo non è in grado di svolgere una politica sociale che regoli una distribuzione dei redditi delle imprese più favorevole ai lavoratori che agli azionisti. Più di 10 anni fa, nel 2009 la Confederazione europea dei sindacati commentava la direttiva europea sui CAE:
“Consentire ai CAE di svolgere appieno il loro ruolo in questi tempi di crisi caratterizzati da crescenti licenziamenti è la risposta giusta. I lavoratori hanno bisogno di informazioni efficaci e di diritti di consultazione che consentano loro di esprimere il proprio punto di vista sull’anticipazione e la gestione del cambiamento strutturale in modo socialmente accettabile e sostenibile. Oltre a un migliore riconoscimento dei sindacati, la CES accoglie con favore in particolare la migliore definizione dei diritti di informazione e consultazione in un contesto transnazionale, rafforzando così un autentico dialogo transnazionale tra lavoratori e management”.

Direi che c’è ancora molta strada da fare prima che questo dialogo transnazionale diventi una realtà tangibile per i lavoratori.





English Version:



Good morning Gilles, with this interview we would like you to share your experience and your point of view as Secretary of the European Works Council with Altran’s Italian workers, they know your name but don’t know much else.

Could you introduce yourself and tell us something about yourself, how long have you been working at Altran and what is your role in the company and in the French union?

I have worked at Altran for almost 20 years in the management of internet projects both in the industrial sector (automotive) and in the university and cultural sector. For almost 15 years, I have been a member of several works councils and have taken on the role of trade union delegate for the CFDT at Altran. In 2016, trade union representatives from Belgium, France (through my union) and Italy called for the creation of a European works council to represent the interests of workers from European countries belonging to the Altran group. I launched into this adventure with the idea of sharing with colleagues from other countries the common concerns but also the differences that characterise each country.

Could you tell us your point of view on the European Works Council and if so, what could be the tools it offers to protect and guarantee workers’ rights?

The EWC started at the end of 2018 after almost 3 years of negotiation to reach the EWC’s founding agreement with the group management. The EWC has the right to be consulted on projects involving at least two countries where the group is present. The European directive governing EWCs gives a voice to workers’ representatives at European level who can give an opinion on decisions that have an impact on jobs and working conditions, but we need tools to monitor the strategy and decisions of the company, a bit on the model of German codetermination. This would require an evolution of labour law in the countries behind in the sense of involving trade unions and works councils to reach or go beyond the German system.

We are experiencing a global crisis, in your opinion what role can the European Works Council have on the Covid-19 front and to manage the possible consequences (both health and safety and economic) on workers?

In order to act in this exceptional situation of Covid-19, the difficulty is to identify decisions at European level that have an impact on jobs and working conditions. We are beginning to see concrete consequences of the pandemic for workers in several countries: in the aviation sector, in Germany, collective redundancy plans are being negotiated with works councils, in France, the trade unions are negotiating the conditions for the transfer of consultants specialising in aviation to a new structure with the aim of limiting losses in this damaged sector. The EWC must be able to inform workers at European level of the options chosen by local management to limit the impact of the crisis on employment and Altran’s finances in each country. The EWC, through its representatives, can express its opinion on the choices made and obtain feedback from employees on the relevance of the solutions proposed by management.

In Italy workers are wondering what will happen next year with the acquisition of Altran by Capgemini.  What can you tell us about this and what can the EWC do?

The EWC requested the opening of an information and consultation process to analyse the consequences of Altran’s integration plan in Capgemini with the help of an expert. The first phase that starts now is the analysis of the economic and social context, structure and organisation of the Capgemini group. Then at the end of September the EWC will be informed of the integration model decided by the CEO of Capgemini. The committee will have to get the answers to all the questions related to the application of this model in order to give its opinion.

This consultation process will continue with the implementation of the model in each country and may request the committee’s opinion again.

Can you take stock of these early years of the EWC and your role as Secretary?

Negotiating an agreement to set up a European works council was a rich experience, which allowed the work of the committee to begin in a spirit of collaboration to reach consensus. As secretary, I learned to play a varied role, that of being the committee’s voice in front of the group’s management, sometimes being the referee in discussions between members, managing the drafting, translations, documentation, the committee’s agenda, relations with the trade union expert who advises us, and with colleagues on the works council at national level.

In little more than a year of existence, the EWC has been consulted on the consequences of a major cyber-attack affecting the group’s IT systems, on Capgemini’s plans for a public bid to acquire Altran, at the same time as the consequences of the pandemic on the work of hundreds of the group’s consultants. We did not expect the existence of Altran’s EWC to be reduced, due to the fact that a new EWC will be created under the new structure next year. But I can say that in two and a half years, the committee will have had to deal with a series of exceptional events that will not leave much breathing space for its members!

One last question, what thought comes to mind to link these words: WORK, EUROPE, UNION ?

Europe still remains a distant notion from the concerns of many workers and also in trade union representatives. Even though there are European directives protecting European workers in certain sectors, there is no widespread feeling among the population that the protection of rights is being developed at European level, while we all know that in the globalised world we live in, one country alone is unable to pursue a social policy that regulates a more favourable distribution of company income for workers than for shareholders.

More than 10 years ago, in 2009, the European Trade Union Confederation commented on the European EWC Directive:
“Allowing EWCs to play their full role in these times of crisis characterised by increasing redundancies is the right answer. Workers need effective information and consultation rights to enable them to express their views on anticipating and managing structural change in a socially acceptable and sustainable way. In addition to better recognition of trade unions, the ETUC welcomes in particular the better definition of information and consultation rights in a transnational context, thus strengthening a genuine transnational dialogue between workers and management”.

I would say that there is still a long way to go before this transnational dialogue becomes a tangible reality for workers.